Mesotelioma da amianto: cos’è e quali rischi comporta

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Tra le molteplici sostanze inquinanti presenti nell’aria, l’amianto rappresenta una presenza frequente e persistente.

A causa della sua diffusa e prolungata utilizzazione nel corso degli anni, la sua completa eliminazione dagli edifici rimane ancora un obiettivo irraggiungibile. Questa pericolosa sostanza può arrecare gravi danni alla salute umana, soprattutto in caso di esposizione prolungata alle sue fibre.

Le conseguenze possono essere molteplici e anche di natura grave, molte delle quali possono manifestarsi anche dopo lungo tempo dall’esposizione.

Tra le malattie più comuni associate all’amianto, il mesotelioma della pleura è uno dei principali, portando con sé il nome di un colpevole evidente: l’amianto.

È fondamentale esplorare insieme i sintomi e le terapie attualmente disponibili per affrontare questa patologia.

La crescente urgenza nel trattare questo problema è evidente, considerando le gravi malattie che possono derivare da esposizioni prolungate e persistenti all’amianto.

Tra queste, il mesotelioma della pleura è una forma di carcinoma che si sviluppa nei tessuti vicino ai polmoni e, nonostante i progressi nella ricerca scientifica, continua purtroppo a causare numerose vittime.

 

Mesotelioma da amianto: come riconoscerlo

La diagnosi del mesotelioma della pleura, una delle conseguenze più comuni dell’esposizione all’amianto, può essere sfida complessa.

Spesso, questa malattia si sviluppa in modo silenzioso, senza sintomi evidenti, e può manifestarsi anche decenni dopo l’esposizione alla sostanza tossica.

Il termine “mesotelioma della pleura” indica il luogo di origine del tumore, la sottile membrana che riveste i polmoni, chiamata mesotelio pleurico.

Questo tipo di cancro colpisce principalmente uomini sopra i 50 anni, con un picco di incidenza intorno ai 70 anni.

È importante notare che il tumore può comparire anche molto tempo dopo l’esposizione all’amianto e il rischio persiste anche dopo la cessazione dell’esposizione.

Tuttavia, se i sintomi diventano evidenti, è possibile identificarli e iniziare tempestivamente le terapie disponibili.

Purtroppo, riconoscere i sintomi del mesotelioma della pleura non è facile, specialmente nelle fasi iniziali, poiché possono sovrapporsi a quelli di altre patologie cardio-respiratorie. I primi segnali che potrebbero indicare una malattia correlata all’amianto includono dispnea (difficoltà respiratoria), dolore toracico o dorsale persistente, tosse cronica e perdita di peso inspiegabile.

In presenza di sintomi sospetti, è sempre consigliabile sottoporsi a controlli medici e alle terapie appropriate.

mesotelioma della pleura

I sintomi iniziali del mesotelioma della pleura di solito derivano dall’accumulo di liquido tra i foglietti pleurici, che comprime i polmoni impedendo loro di espandersi normalmente durante la respirazione. Questo provoca problemi respiratori al paziente.

Purtroppo, la malattia non sempre si manifesta chiaramente e spesso viene scoperta solo in fase avanzata, durante esami per altre condizioni.

Dopo l’osservazione dei primi sintomi, è consigliabile sottoporsi a un esame radiologico seguito da una biopsia per determinare la natura del tumore.

I test radiologici come la radiografia, la TAC o la PET possono rilevare solo la presenza di anomalie, ma non forniscono una diagnosi definitiva.

Per confermare la presenza del mesotelioma e ottenere una diagnosi precisa, è necessario analizzare il tessuto malato tramite toracoscopia, un processo endoscopico. Inoltre, per ottenere una diagnosi istologica accurata, sono necessarie diverse biopsie della pleura, prelevando il liquido in eccesso.

Mesotelioma : le soluzioni

Per fortuna, nel corso degli anni la ricerca oncologica ha compiuto significativi progressi anche per quanto riguarda il trattamento del mesotelioma della pleura, causato dall’esposizione all’amianto.

Questo ha portato all’identificazione di diverse opzioni terapeutiche, adattabili in base allo stadio del tumore e alle caratteristiche specifiche del paziente.

Nei casi iniziali, il trattamento di solito coinvolge tre cicli di terapia medica endovenosa.

Solo se la chemioterapia riesce a controllare la malattia, si valuta l’intervento chirurgico, che può prevedere la rimozione completa della pleura o, in alcuni casi, anche di altre strutture come il polmone, il diaframma e il pericardio.

Questo tipo di intervento, estremamente invasivo, richiede strutture specializzate e un approccio multidisciplinare, ma può portare a risultati significativi in termini di aspettativa di vita del paziente.

La scelta della terapia più adeguata viene stabilita attraverso la collaborazione di diversi specialisti, tra cui l’oncologo, il chirurgo toracico, lo pneumologo, il radiologo e il radioterapista.

 

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